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| DOVE SIAMO |
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In treno: Linea Empoli-Siena-Chiusi: Stazione di Montepulciano oppure Linea Milano-Roma: Stazione di Chiusi C.T.
In auto: "Autostrada del Sole" Milano-Napoli A1 (E35) uscita Valdichiana o in alternativa uscita Chiusi C.T. se si proviene da Sud.
In aereo: Gli aereoporti più vicini sono quelli di Firenze (120 km), Pisa (190 km) Roma (195) km.
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| Distanze chilometriche
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| CHIANCIANO |
10 Km |
| PIENZA |
5 Km |
| CORTONA |
25 Km |
| MONTALCINO |
34 Km |
| AREZZO |
56 Km |
| SIENA |
54 Km |
| PERUGIA |
65 Km |
| FIRENZE |
110 Km |
| ROMA |
175 Km |
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LA VAL D'ORCIA
La Val d’Orcia è una terra oggi periferica, naturalmente luminosa e pulita, nella quale il carattere agricolo della sua economia e il persistere dei suoi abitanti in attività legate alla terra o alla lavorazione di materie prime del luogo, hanno salvaguardato il rapporto uomo-ambiente, elevandolo ad una dignità quasi ovunque sconosciuta.
Lo scenario della Val d’Orcia si rapporta ovunque, in una dolcezza morbida di linee collinari, alla verticale maestosità dell’Amiata, una montagna fonte di acque limpide e di energia vitale.
La solarità, il vuoto, la luce possono suscitare nell’osservatore gioia o ansia, sintonia armoniosa o senso di solitudine, con quel continuo fuggire di colline senza interruzioni, variamente modellato da torrenti, calanchi e biancane che corrono sempre a riannodarsi fra loro nel colore cinerino della creta.
In Val d’Orcia una civiltà agraria, che non si è mai arresa al progresso, accoglie gli ospiti come un tempo e li fa testimoni attivi e partecipi di una sperimentata e sincera convivialità.
Non è una caso che la Val d’Orcia sia stata dichiarata “Patrimonio dell’Umanità” nel 2004.
La presenza di Comunità cristiane in Val d’Orcia è attestata da documenti del V secolo.
Nel secolo VIII sono già esistenti numerose Pievi lungo le antiche vie Romane; tra esse troviamo la Pieve di “Santa Maria dello Spino”, a circa due chilometri da Monticchiello, che è la Chiesa matrice, l’antico “Baptisterium” della nostra zona.
La vecchia Pieve allo Spino era già cadente nel 1500, ma fu ricostruita nel 1570, ed è rimasta in stato di abbandono fino agli anni ottanta, quando la famiglia Gonzi si è presa l’onere di ristrutturarla, riportandola così alla vita e ai suoi fedeli.
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