Nasce il Museo della Comunit

Sabato 7 giugno, ricorrendo il centenario della nascita di Giovanni Colombini, padre di Francesca Colombini Cinelli, conosciuta in tutto il mondo come la Signora del Brunello, e nonno di Stefano Cinelli Colombini, è stata presentata – alla Fattoria dei Barbi –

Sabato 7 giugno, ricorrendo il centenario della nascita di Giovanni Colombini, padre di
Francesca Colombini Cinelli, conosciuta in tutto il mondo come la Signora del Brunello, e
nonno di Stefano Cinelli Colombini, stata presentata alla Fattoria dei Barbi
lanteprima del Museo della comunit di Montalcino e del Brunello con il patrocinio
dellAccademia Italiana della Vite e del Vino. Il museo, in fase di ultimazione sar
presto inaugurato per il pubblico. Larea coperta destinata al Museo di mille metri
quadri; gi in una sala di cinquecento metri quadri, dove fanno bella mostra capriate di
legno tradizionali, vere e proprie opere darte, sono stati gi esposti i primi pezzi.
Gi si sono avuti i primi riscontri mediatrici, domenica 8 giugno, ad esempio, il canale
2 della TV, alle 13,45, ha mandato in onda un servizio sul museo di Bruno Gambacorta.
Il Museo stato realizzato da Stefano Cinelli Colombini che ha anche fondato e
finanziato la fondazione che porta il nome dei nonni, Giovanni e Giuliana Colombini,
guidata da dodici amministratori la cui maggioranza sar espressione del territorio e
sar nominata da rappresentanti istituzionali e dalle espressioni sociali e civili di
Montalcino. Il Museo, costituito con oggetti e documenti di propriet della Comunit
dar a tutti i montalcinesi la possibilit di esporre i propri materiali potendo cos
offrire ai visitatori un percorso museale periodicamente diverso e sicuramente molto
interessante. Sar uno spaccato della vita, degli usi, della storia, delle abitudini di
questa popolazione attraverso un panorama oggettistico fortemente personalizzato e per
questo assolutamente nuovo.


A presentare liniziativa sono stati chiamati illustri personaggi anche per sapere cosa
pensano di Montalcino e del Brunello. Moderati da Enzo Vizzari hanno parlato il sindaco
Massimo Ferretti, Stefano Cinelli Colombini che ha illustrato sinteticamente il Museo
virtuale mentre scorrevano le immagini, Carlo Petrini, fondatore e presidente di Slow
food, Pietro Antinori illustre nome nel mondo del vino, David Gaeta, esperto di
marketing, Gad Lerner, noto conduttore televisivo e Francesca Cinelli Colombini che hanno
dato vita ad un dibattito il cui filo conduttore stato naturalmente Montalcino e il
Brunello. E sono intervenuti anche il sovrintendente Bruno Santi che ha sottolineato come
in una terra di Musei come la nostra non poteva mancare un Museo antropologico, anche
virtuale dove luomo locale e la sua creativit hanno il posto centrale. Lassessore
provinciale alle politiche culturali, Gianni Resti, si detto infine aperto e
disponibile a valutare liniziativa anche nel quadro del sistema museale senese.


Ripercorriamo, anche se necessariamente in modo sommario, il percorso di
questa creativit che ha prodotto quanto oggi conosciamo. Clemente Santi (1795-1885),
dopo copiosi investimenti nel campo dellenologia, ricerche ed esperimenti
ultratrentennali per produrre un vino essere durevole da potersi esporre alla lunga
navigazione e superare anche i calori dellequatore, con la messa a coltura del
sangiovese grosso, nel 1869, a Montepulciano, ottiene una medaglia dargento per il
suo vino rosso brunello di Montalcino vendemmia 1865; testimonianza significativa che
ormai il brunello viene premiato ma anche se ne sottolinea la vendemmia a testimoniare
che era durevole tanto da meritare il riconoscimento.
Sulla sua scia il professore enologo Riccardo Paccagnini (1854-1934) che si afferm col
suo tipo di vin brunello vecchio [Dal Gran libro doro dei benemeriti del lavoro, edito
dalla Rivista moderna delle esposizioni 1914-15] fu insignito di ben 45 onorificienze
primarie e da diverse giurie e i suoi vini furono ritenuti paragonabili ai migliori
Borgogna. Nel suo Trattato teorico pratico di agricoltura ed enologia, sullesperienza
fatta nella collina di Montalcino dopo 36 anni, a chiusura del suo scritto dice: tenendo
una buona teoria agricola ed enologica farete figurare la localit della produzione e la
nostra Nazione. Al Museo dei Barbi c una sua foto gigantesca con il petto coperto di
medaglie doro e sono esposti anche diplomi e riconoscimenti conseguiti: Parigi,
Bordeaux, Marsiglia e sempre per i suoi Brunelli stravecchi.


Tancredi Biondi Santi, trisnipote di Clemente, enologo di fama mondiale, produsse nel
1955 un brunello riserva, unico vino italiano fra i migliori dodici prodotti al mondo nel
ventesimo secolo, cos classificato da Wine spectator nel 1999. La stessa riserva che
stata anche presentata, a Porta a Porta, il 2 febbraio 1999 nella serata dedicata a due
gioielli del made in Italy, Ferrari 1999 e Brunello riserva 1955.
A Tancredi si deve anche lideazione della ricolmatura e ritappatura, un rito tuttora
attuato alla fattoria del Greppo, alla presenza di un notaio, per le bottiglie
vecchissime. Il costo di un grammo di quella riserva famosissima ormai ha raggiunto
10.000 di vecchie lire.
Giovanni Colombini fu uno dei 25 fondatori del Consorzio del Brunello ma era lunico di
questi che lo produceva e lo commercializzava. Correva lanno 1967 ed ebbe anche una
felice intuizione: nel 1973 ospit alla fattoria dei Barbi 17 addetti allagricoltura
presso le pi importanti ambasciate in Italia e nelloccasione offr in degustazione un
Brunello vendemmia 1934. I diplomatici rimasero affascinati da questo vino vecchio di
circa quarantanni, potente ma anche fine ed elegante, che mai avevano degustato me lo
ha testimoniato personalmente Ilio Raffaelli presente alliniziativa.
Francesca Colombini Cinelli, nel 1981, istitu il Premio letterario internazionale
Giovanni Colombini e grazie alla partecipazione di grandi scrittori premiati quali Enzo
Biagi, Mario Rigoni Stern, Saul Bellow premio Nobel per la letteratura nel 1976,
Montalcino fu cos inserita nel vasto panorama mondiale e se ne conosciuta e apprezzata
la cultura e la civilt del suo territorio.
A Donatella Cinelli Colombini si deve lidea di Cantine aperte che ogni anno conquista
sempre pi larghe adesioni in Italia ed ormai un appuntamento irrinunciabile per i
cultori e gli appassionati. Recentemente ha vinto lOscar del vino [se ne parla in altra
parte del giornale] che viene assegnato da sommelier, appassionati e professionisti della
ristorazione. la prima volta che questo riconoscimento premia una donna. A Donatella si
deve anche listituzione del Premio internazionale Prime Donne per premiarle e
valorizzarne il ruolo nella societ.


Fin qui i personaggi e le casate. Ma un ruolo creativo lo hanno avuto anche il Comune
di Montalcino e il Consorzio del Brunello quando, alla fine degli anni settanta del
secolo scorso, chiesero al Comitato nazionale dei vini lautorizzazione a produrre dallo
stesso vitigno anche il Vino rosso di Montalcino doc. A questo proposito Civilt del
bere, settembre 1991, scriveva: Produrre pi vini con diversa denominazione da uno
stesso vitigno, come da tempo avviene in Francia, stato per le aziende italiane un
sogno durato a lungo, un sogno che sembrava non avere mai fine e che invece essere stato
finalmente realizzato nel 1984 con la concessione della doc al Rosso di Montalcino. E
ancora una volta, come era gi accaduto nel 1980 in occasione del varo delle DOCG, dove
al Brunello era toccato il privilegio di aprire la lista dei vini dotati del particolare
pregio [ricordo che la documentazione per ottenere questo massimo riconoscimento fu
presentata gi nel 1973] i produttori di Montalcino potevano vantarsi di avere nuovamente
indicato una strada da seguire alle aziende delle altre regioni italiane.
Creativo fu anche Guido Franci, apicoltore da sempre, che scopr il valore
dellapicoltura nomade, cio trasportare le api dove cerano i fiori di acacia, sulla,
girasole, castagno, corbezzolo, ecc. per ottenere non pi e solo un prodotto dolce ma
selezionato e qualificato per specie. largamente gran merito suo se Montalcino
conosciuta dal 1978 come la capitale del miele. Recentemente la Regione Toscana ha
presentato alla Comunit europea una lista di trecento prodotti tipici toscani da salvare
e garantire. Fra questi ci sono due dolci la mandorlata e i rustici creazione di
Angelo Maccioni della Pasticceria Mariuccia.


Lartigiano Cosimo Vinci, nel 1921, ottenne un diploma con medaglia per una catena a
maglie senza giunzioni ricavata da un solo pezzo di legno. Oggi facile realizzare una
cosa simile.
Carlo Padelletti, presidente dellUnione operaia di mutuo soccorso, nel 1903, ad un
concorso a premi bandito dal Ministero dellagricoltura e industria, ottenne una medaglia
doro per avere iscritto alla previdenza sociale tutti i propri soci e avere pagato
contributi previdenziali perch potessero andare in pensione a 60 anni di et dopo avere
pagato, personalmente, 15 anni di versamenti. Sempre il Padelletti, nel 1902 costru uno
stabilimento a vapore, cio un molino, per poter macinare con ogni stagione - prima coi
mulini ad acqua non si poteva macinare quando cera siccit che forniva anche energia
per il primo impianto di luce elettrica. Nel 1907, sempre grazie a lui, a Montalcino si
proiettavano le pellicole cinematografiche.
Creativi furono anche gli inventori della Sagra del Tordo. A questa manifestazione lEnte
Nazionale del Turismo, nel suo calendario del 1980, dedic il mese di ottobre con una
splendida foto del tiro con larco. Gli altri mesi furono dedicati alla Scala di Milano,
allArena di Verona, ecc.
Creativa stata la realizzazione del Museo del Vetro, unico del genere, fatta nel 1992 a
Poggio alle Mura di Banfi che tanto lustro d a Montalcino.
E creativo stato Stefano Cinelli Colombini a realizzare questo museo. Fortunati sono
quelli che fondano un museo che serve alla comunit per conoscersi, cos Gad Lerner, e
Carlo Petrini: Il museo uno sforzo che indica come andare avanti salvaguardando la
tradizione. Dove c un grande vino ci sono grandi uomini ha detto David Gaeta.

Liniziativa stata molto apprezzata e i montalcinesi si sono prestati al massimo
offrendo collaborazione e pezzi da esporre per realizzare il museo.
una cosa unica nel suo genere, Il museo ha colpito nel segno questi sono stati i
commenti delle moltissime persone presenti allanteprima, in particolare i montalcinesi
soddisfatti per questa documentata memoria collettiva che porta nel mondo la loro storia.

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