Nel chiostro di Palazzo Piccolomini a Pienza Massimo Lippi espone sculture e dipinti

Fino al 28 Agosto 2011. Opere in bronzo o in legno,vetro, metallo, pietra, ossidi, carta.

Lippi un uomo libero. Lo si vede da come ti incontra. La sua faccia chiara come un sole, il suo corpo calmo. Si muove nello spazio combinandosi senza tensioni, come una foglia tra le foglie.
Usa le parole come le pietre dei campi, come i solchi nella sabbia. Fa poesia con tutto ci che tocca, che respira.
Le sue opere sono semplicemente da amare.
Come fai a non amare il bastone che ti sorregge quando non vedi o non ti reggi in piedi..
Ti semplicemente necessario.
Come fai a non amare un nocciolo di pesca quando finisci la polpa dolce e profumata e ti trovi questo resto ruvido in bocca. Lo guardi e i solchi sono pieni e forti, vitali, come divorati dalla polpa che c'era..Non avevi mai visto un nocciolo di pesca prima?.
Il nocciolo anche piccolino..E' un nocciolino e poi c' un uccellino e poi dietro un ramino che sembra dire qualcosa al mondo, cos, parlando semplicemente del suo essere sottile.
Ma tutto poi incluso, protetto da una forma piana forte, naturale.
.Le giostre delicate, con i cavallini , colorate di ossidi, allungate al cielo, che girano e girano in tondo e intanto si allungano, aspirano all'alto anche loro, nel loro movimento concluso.
Come fai a non amare un Cristo che ha un sole come aureola e i capelli uguale, sono un sole.
E sembrano fatti come le guglie dei castelli di sabbia in riva al mare. Quel ventre ampio costruito, e un grappolino d'uva aspro che non aspetta altro che lo zucchero regalato dal sole.
Il rame metallo femminile,ossidato, come colore.
Tornando all'inizio, nel momento in cui siamo entrati nel chiostro, al centro, c' esattamente un cerchio di canne rosse aperte verso il cielo. E ancora pi al centro una raggio circolare di carbone.Il carbone ti racconta la sua vita, di quando era legno ed stato attraversato dal fuoco e definitivamente tramutato bench simile nelle sembianze. Le canne piantate nelle pietre. La pesca verso il cielo.
Uscendo dal chiostro insieme alla sua famiglia, sua moglie e i suoi quattro bellissimi figli entriamo nella Cattedrale.
Don Icilio in Sacrestia in compagnia di quella sua straordinaria, sottile ironia che ti fa capire che gli uomini e le cose gli sono oramai chiari.
Massimo Lippi poi vuol salutare " Il Padrone di Casa " e va all'altare che custodisce il Sacramento. S'inginocchia, grande. Una preghiera forte, a voce alta e usciamo.
Un colpo d'occhio alla scultura sotto il loggiato del comune."Sarebbe bello farla grande ,in una piazza moderna".
Lo saluto con tenerezza . Non abbiamo per niente parlato d'arte ma forse proprio attraverso tutto il resto che ci si pu, un pochino, avvicinare al nocciolo.

Fonte:http://fabiopienza.blogspot.com/

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