Artigianato a Montalcino

La signora Maria Chiara Franceschetti, laureata in filosofia, già operatrice in una scuola a Roma, sua città, da oltre venti anni vive a Montalcino ed ha una bottega di tessitrice in via Ricasoli.

La signora Maria Chiara Franceschetti, laureata in filosofia, gi operatrice in una
scuola a Roma, sua citt, da oltre venti anni vive a Montalcinoed ha una bottega di
tessitrice in via Ricasoli. Svolge la propria attivit ad alto livello, come dimostrano
le decine e decine di modelli da lei disegnati e realizzati che ha in esposizione. Se
tornassi indietro nella mia vita sceglierei nuovamente questo lavoro di tessitrice ci
ha detto Chiara e sceglierei ancora Montalcino per questa attivit con cui ho
recuperato un vecchio mestiere
Ed vero; larte della tessitura, la terza per importanza dopo la concia delle pelli e
quella dei calzolai, era in piedi a Montalcino fin dal 1295 e nel 1500 si diede uno
statuto. T.Canali e C.M.Clementi, in una loro relazione sulle Arti e manifatture a
Montalcino, scritta nella met del 700, illustrano anche ci che era la tessitura a
Montalcino in quel periodo: si realizzavano 11 tipi di panno alto per oltre 500 pezze
di 40 braccia, per conto di un solo mercante, un certo Padelletti.


Alla fine degli anni trenta dell800, da un censimento della popolazione residente nella
parrocchia di S: Pietro, si viene a sapere che quasi in ogni casa cera una tessitrice.
In uninchiesta sullindustria a Montalcino, fatta da Filippo Carridi nella met
dell800, si viene a sapere che le tessitrici di panni lini e canapini tessono anche in
lana, ma panni semplici come filondenti, coperte di vario disegno e colori. Poi cerano
26 fabbriche con telai che realizzavano panno liscio per braccia 18.720 e sette altre
fabbriche con telai - che realizzavano - panno operato per braccia 5040. Esistevano
inoltre 3 fabbriche che occupavano 6 donne per le tratture di seta. Anche in tempi pi
vicini a noi, fino alla met del Novecento, sia in campagna che nel centro abitato,
numerose erano le tessitrici in attivit. Poi tutto cess completamente.


Ma ora torniamo a Chiara. Per come ne parla, per il calore che mette nellillustrare il
suo lavoro, si capisce che si sente realizzata nellattivit che svolge. Descrive con
passione il telaio, un vero gioiello in legno realizzato con sapienza artigiana e,
anche se non rivela quanto lha pagato, per le preziosit che sottolinea, deve averlo
pagato un occhio della testa. Con quel telaio realizza modelli di lana, cotone, lino e
anche di seta; la sua produzione va nei mercati esteri al 60/70% e i suoi clienti
principali sono americani, tedeschi e australiani.


La sua bottega come una galleria espositiva visitata anche da chi non acquista ma
attratto dalla bellezza della mostra. Nel poco tempo che sono stato da lei sono entrati
tedeschi, inglesi, americani e con tutti ha parlato del suo lavoro. Mentre Chiara
conversava, in lingua, coi suoi clienti, mi sono passati per la mente i nostri vecchi
artigiani che, quando andava bene, al massimo vendevano i loro prodotti nelle frazioni
il loro mercato era prevalentemente con i cittadini dentro le mura e non avevano
bisogno di conoscere le lingue straniere. Oggi non cos parlare le lingue oggi
fondamentale anche per lartigiano.
Le chiedo come va con i clienti stranieri, considerato che questanno si nota un calo
della loro presenza: Questanno diverso, passa qualche settimana e non si compiccia
niente, poi in un giorno.


La passione di Chiara per il proprio lavoro tale che va anche nelle scuole della zona e
con telai da tavolo insegna alle alunne a tessere. In collaborazione con le strutture
sanitarie ha insegnato tessituta, con telai regolari, anche nei centri di igiene mentale
di Abbadia SS, Piancastagnaio e Vivo dOrcia.


Premesso che allartigianato non ci pensa nessuno e che invece potrebbe rappresentare
molto per leconomia locale, Chiara, illustra una propria idea. Vorrebbe vedere
realizzata, localmente, una struttura in muratura capace di ospitare varie botteghe
artigiane che, oltre al tessile, dovrebbe dare spazio ad attivit di prodotti dalta
qualit assai ricercati nei mercati nazionali ed esteri.
Questaggregazione potrebbe facilitare corsi di formazione e richiamare giovani verso
queste attivit, fiore allocchiello per tutta la comunit. Si capisce che lidea e
simile a quella realizzata di recente a Siena, nei vecchi macelli di Fontebranda che,
stando alle notizie che arrivano, sta avendo molto successo.


A Montalcino sono iscritte alla Camera di Commercio 117 attivit artigiane; la parte del
leone la fanno le ditte edili e magari non c neppure un camionista. Ma c anche un
artigianato di qualit: ceramisti, falegnami, fabbri, restauratori, grafici e fotografi,
una tipografia, estetisti, orafi Fra gli hobbisti poi c chi realizza pipe in radica di
erica arborea, oggetti in onice, ci sono rivestitori di contenitori con il vimini e la
vitalba. Insomma un tessuto artigiano di tutto rispetto che merita di essere seguito e
nei limiti del possibile, aiutato in vari modi perch non vada disperso rappresentando
ancora una sapienza qualificata.

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