Dall'epoca di Ghino di Tacco non si vedevano tanti archi e frecce, da tutta Italia - Radicofani

Decine di arcieri di tutte le età, provenienti da diverse regioni italiane e dotati di archi di vari tipo, hanno “invaso” ogni angolo della fortezza di Radicofani. Sotto un cielo terso e un sole quasi estivo, gli appassionati di questo sport hanno lanciato i loro dardi verso veritiere sagome di selvaggina in tre dimensioni, colorate fedelmente. L’occasione era una gara nazionale, organizzata dal gruppo degli arcieri-cacciatori “Prima”, e in particolare da Michelangelo Fatini, Alvise Papini, Paolo Rossi e Lorenzo Tondi.

Dall'epoca di Ghino di Tacco non si vedevano tanti archi e frecce, da tutta Italia - Radicofani

Gli organizzatori hanno creato un percorso con sagome distribuite in venti piazzole e ”punti di tiro” collocati a varie distanze. La gara, seguita da giudici nazionali, ha osservato il regolamento della Fidasc (Federazione nazionale delle armi sportive da caccia). Tutto il percorso si è sviluppato per la prima volta all’interno della fortezza di Radicofani, avvicinando cosi lo sport alla cultura e alla storia locale. Del resto, vedere archi e frecce è sembrato quasi naturale nel luogo che vide le gesta di Ghino di Tacco, ovvero “il falco della Val d’Orcia”, assieme ai suoi famosi arcieri, non a caso soprannominati “falchetti”.


La fortezza di Radicofani è un luogo di enorme suggestione. Sarà stato anche per questo che pochi link e alcune foto su Facebook sono stati sufficienti a inondare di richieste gli organizzatori, che hanno dovuto chiudere con tre settimane di anticipo le iscrizioni per motivi di capienza della struttura. Erano comunque tantissimi (oltre un centinaio) gli arcieri arrivati da ogni latitudine con accompagnatori al seguito. Hanno partecipato gli esponenti delle categorie cadetti (10-13 anni), juniores (13-18) lady e seniores (18-60 anni), oltre ai veterani (dai 60 anni in su). A questa catalogazione se ne aggiunge un’altra, questa volta legata alle varie categorie di attrezzo usato: c’erano i gruppi di arco storico, tradizionale ricurvo, tradizionale longbow, compound tradizionale, libero compound, assistito compound.


Il raduno è iniziato di primo mattino con l’iscrizione e un’abbondante colazione. Gli arcieri si sono sfidati fino alle 13. Quindi, pranzo al ristorante della fortezza e premiazioni. Si è trattata di una bellissima giornata, all’insegna dello sport all’aria aperta e della conoscenza di un luogo di invidiabile bellezza. Il ritorno degli arcieri in Fortezza è stato possibile grazie anche a chi gestisce la fortezza e al Comune di Radicofani. Il sindaco Francesco Fabbrizzi ha dichiarato “di apprezzare questo uso intelligente di questo patrimonio, che coniuga antiche tradizioni con una moderna pratica sportiva. Un ottimo esempio – aggiunge – su cosa fare per valorizzare il territorio, guardando al passato ma con gli occhi di oggi, facendo di un luogo storico una realtà viva”.




SIMONE MARRUCCI / Origo

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