Lungo le mura di Monticchiello

Gildo Fossati: “provvedete finché siamo in tempo, a compiere la necessaria opera di conservazione”

Nellultimo numero del giornalino della parrocchia di Monticchiello Comunit, Gildo
Fossati, gi professore di storia dellarte orientale allUniversit di Genova e da anni
monticchiellese di adozione, con un interessante articolo ha posto il problema della
tutela e valorizzazione delle antiche mura di Monticchiello. Le mura, costruite nel XIII
secolo dai Senesi per fortificare questo importante avamposto nellespansione verso sud
della Repubblica, ancora oggi sono rimaste ben conservate. Con la possente rocca e le
numerose torri, il sistema fortificato , con la romanico-gotica pieve, il bene culturale
pi interessante di Monticchiello e si presenta come uno dei meglio conservati
dellantico Stato senese.
Il professor Fossati pone il problema di una torre posta
nei pressi della porta di SantAgata, che rischia di cadere, e di ampi tratti delle mura
invase da rampicanti, da ripulire e da restaurare. Nellarticolo viene posto anche il
problema della valorizzazione di questo importante bene storico-artistico, attraverso il
completamento di un sentiero che giri intorno alle antiche mura e la formazione di un
parco pubblico nella zona della rocca. Il percorso offrirebbe la possibilit non solo di
apprezzare le mura con la rocca e le undici torri ancora conservate, ma offrirebbe alla
vista incomparabili e vari panorami: dalla verde e boscosa vallatella del Tresa, alle
dolci colline della Val dOrcia, con i profili di citt a castelli come Pienza,
Montalcino e Montepulciano, Castiglione e Rocca dOrcia, fino al massiccio dellAmiata e
Radicofani. Riproponiamo larticolo.


A destra della porta di S. Agata (che la porta dingresso al borgo) in alto, inserita
tra le pietre che formano una delle due torri, c una pietra bianca, che funge da
targa; su di essa incisa una data: 1213.Le mura di Monticchiello risalgono quindi al
XIII secolo, lo stesso secolo in cui fu eretta la chiesa prepositurale di San Leonardo e
San Cristoforo. Abbiamo sempre sostenuto che a Monticchiello si respira la magia di
unepoca lontana, il fascino di un mondo scomparso: resta il fatto che chiesa e mura
appartengono realmente a tempi perduti nella memoria e che la magia di Monticchiello
poggia su basi solide, non facilmente riscontrabili in altri borghi. Ma mentre la chiesa,
con la sua bellezza di tardo romanico,viene ammirata e frequentata, e goduta anche nelle
sue pareti interne, affrescate da grandi artisti di scuola senese, per le mura
necessario fare un discorso a parte, perch se non se ne parla diventiamo tutti colpevoli
delle occasioni perdute e dei danni che prima o poi dovremo mettere in conto.

Monticchiello dispone ancora oggi del suo sistema difensivo pressoch integro,
testimonianza del sorgere della societ feudale, caratterizzata dal passaggio delle
abitazioni sparse per la campagna alla formazione di centri nei quali si raccoglievano a
fianco dei contadini, gli artigiani di varie attivit, come segno di un passaggio verso
una forma pi elevata di civilt. La struttura difensiva, conseguente a tale fenomeno,
resta pertanto un monumento esemplare della storia: e come tale va difeso, protetto,
restaurato ove occorra. Non sono molte, tra laltro, - ed di tutto rilievo questo
fatto le cinte murarie supportate da dieci torri e presenti sul territorio in
condizioni ancora discrete. Fino a quando?

Ebbene, provate a percorrere il sentiero che costeggia le mura, prendendo verso
occidente; dopo pochi passi sincontra una torre semicircolare pericolosamente pendente
verso il sentiero, tanto da far temere un suo non lontano sfasciarsi, ove pioggia e vento
forti imperversino, tanto pi che sindovina che i sul tetto i tegoli sono in parte
rotti, e lasciano quindi che lacqua, il giorno che dovesse piovere con violenza, entri
nel suo corpo, indebolendo ulteriormente la sua struttura, che peraltro elegante, con
un cordolo alla base. Procedendo le mura scompaiono sotto viluppi di vegetazione
selvaggia, che da un lato con le sue radici disintegra la intelaiatura delle mura,
dallaltro le tiene insieme. Sincontra poi una torre rettangolare spanciata, sempre per
labbandono alle leggi della natura. Le mura si sviluppano nel loro andamento con alterne
sorti, per cui talvolta emergono con la possanza di un bastione insuperabile, talvolta si
sgretolano sotto lincalzare dellincuria e dellindifferenza che il tempo inesorabile ha
messo in luce.

La nostra denuncia pu essere facilmente riscontrata; e per non tediare il lettore circa
le nostre preoccupazioni sulla sorte di un bene che oggi ancora salvabile lanciamo un
grido dallarme: provvedete finch siamo in tempo, a compiere la necessaria opera di
conservazione, di recupero ove necessiti e di valorizzazione di unopera rara, preziosa,
irripetibile. Merita che sia studiata, merita che sia valorizzata. E proponiamo, con
loccasione, un altro elemento di riflessione: perch non procedere a ripristinare (o a
rifare ex novo) un sentiero che costeggiando tutto il perimetro murario consenta di
compiere una passeggiata che abbia, da un lato, le mura, con il loro fascino, dallaltro
incomparabili panorami sulle valli di Tressa e dOrcia, mutevoli e incantevoli. Avremmo
un motivo di pi per invitare a visitare Monticchiello; unofferta di sano turismo
arricchito da motivi di cultura storica. Considerando che ormai siamo in piena
provocazione, aggiungiamo unaltra proposta: trasformare larea della Rocca in parco
pubblico, comprensiva della torre quadrata che sorge accanto alla Rocca.

Forse il nostro grido di allarme, le nostre preoccupazioni e le nostre proposte
rimarranno lettera morta; forse tra qualche anno le mura subiranno danni irreparabili; ma
ci conforta lidea che i lettori, per quanto pochi, imparino a riflettere su quanto
abbiamo scritto e a giudicare coloro cui, per compito istituzionale, spetta di preservare
e di valorizzare un bene pubblico. Potremmo anche attenderci uninformazione, magari
attraverso queste stesse pagine, circa il che fare in merito alle mura o che cosa non si
pu fare. E perch.

[G.F.]

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